Viaggio ai tempi del covid – 1

Inizia oggi questo racconto fantasioso che parla di viaggio, di borghi e di covid. La prima puntata è un’intro narrativa, prendete posto in sala e buon ascolto 🙂

p.s. durante l’ascolto è permesso scambiarsi due chiacchiere e commentare, l’autore è in sala 🙂

IL SALUTO AL SOLE

Ce l’ho fatta!

Erano anni che non riuscivo a svegliarmi all’alba per fare il saluto al sole!

Aaaah, questa vacanza mi ha rigenerato, chi l’avrebbe mai detto che mi sarei ripreso dopo tutti ‘sti mesi chiusi in casa?

Faccio un bel respiro.

Che poi a esser sinceri non è proprio andata così, ma preferirei che vi ricordiate questa immagine, è una bella cartolina non vi pare? Io sulla collina di un paese sperduto in mezzo a delle lussureggianti colline che mi levo per fare il saluto al sole; è una scena rigenerante, bastante a riempire di magia questo nostro incontro, non credete?

Cercate di capirmi: vengo da un periodo difficile come tanti di voi: covid, lockdown, mascherine, gel, timori, malanni. Poi arrivo in questo luogo e improvvisamente mi è passata l’insonnia, i tremori, l’affanno. E anche i giramenti di testa non dico spariti ma… attenuati, sì.

Per questo dico, io me ne starei qua un po’ di tempo a rifare con buona presenza scenica il saluto al sole e poi ci salutiamo; così ve ne andate intrisi di poesia e speranza per il futuro.

D’altronde, vi ricordate quando tutti scrivevano che gli italiani portavano in giro il virus e poi in estate al contrario che gli italiani tornavano contagiati dall’estero? Difficile credere che tali notizie fossero del tutto vere, ma tanta forza e capacità narrativa hanno fatto sì che tutti ci abbiamo creduto. Immagino anche voi.

L’importante è crederci!

Quindi… credete a quanto vi sto dicendo, non fate i pignoli… sì lo so avevo promesso di venire qua sul palco per raccontarvi di questo mio viaggio, ma che ve ne fate del racconto di un ipocondriaco in attesa di un ictus, levatosi di soprassalto alle 5:28 convinto ci fosse un incendio e poi finito a fare il saluto al sole? E anche il resto del viaggio poi… statemi a sentire, lasciamo solo l’immagine edificante del saluto, il resto… boh… metteteci un po’ di immaginazione, suvvia!

Certo, il paese è splendido e molto più curato di altri, ma sempre spopolato resta, in queste terre fertili dove il lavoro non abbonda ma la vegetazione sì. Sembra di stare in Svizzera ma se ne sono andati tutti oltre frontiera.

Procedo? No? Ma davvero volete sapere come è andata quella mattina? E magari anche il resto?

Vabbé, dai, inizio a raccontarvi qualcosa, poi quando vi siete annoiati faccio un altro saluto al sole ed esco di scena.

Dunque… da dove inizio?

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