Viaggio ai tempi del covid – 7

VERSO IL BORGO

Ve li ricordate?

Quelle figure che ti aiutano a metterti in contatto con la persona giusta. Nel campo della ricettività alcuni di loro prima dell’avvento delle piattaforme di annunci web erano così preziosi in località meno note, che alcuni a furia di trovare posto ai turisti avevano poi aperto piccole agenzie immobiliari. Non credo esistano più, oramai il web la fa da padrona.

Poche ore ed esce un’altra casetta a disposizione, ci andrò io che russo assai le poche ore che riesco a dormire, così non rovino la vacanza a nessuno.

Di là a 2 giorni, finalmente si parte, la mia nuovissima auto usato garantito viene caricata fino all’inverosimile, la scusa è che viaggiando in auto possiamo fare meno selezione. Vabbè, poco importa stavolta, siamo in strada, on the road.

Era ora.

C’è chi parte con l’unico intento di arrivare e chi del viaggio prova a godere di ogni momento, dalle bellezze naturali che si possono incontrare a qualsiasi dettaglio di quanto accade, inconvenienti compresi.

No tranquilli tutto a posto, viaggio molto tranquillo e anche se potrei narrare a lungo cosa ho mirato magari non vi interessa e poi potete vederlo da voi, basta che scegliete come meta un borgo e sicuro per arrivarci percorrerete strade tortuose e potrete mirare paesaggi mozzafiato.

Però un accadimento lo devo narrare.

A un tratto su una strada deserta dopo vari ponti semi controllati, ho letteralmente inchiodato l’auto perché ho avvistato una maestosa fontanella. Capisco il vostro scetticismo, se è una fontanella come fa essere maestosa vi starete chiedendo, beh secondo me lo è, non per bellezza strutturale certo, ma provate a immaginare: chilometri di strada senza scorgere un albero o una casa, poi lungo un rettilineo che affaccia su colline dense di nulla, affianco a una stazione abbandonata, appare lei, come un’oasi nel deserto. E getta acqua freschissima, per giunta.

E’ durante questa breve sosta che Paolo si decide a fare una domanda che nessuno di noi aveva ancora avuto il coraggio di fare: – Meh, Lino, ma si può sapere che stai andando a fare al paese di tuo nonno?

Non gliel’avevamo chiesto perché Lino non era uno che si teneva mai dentro nulla, né aveva bisogno di qualcuno che gli cavasse le parola da bocca. E poiché non aveva aggiunto una parola una, oltre a quanto ci aveva detto la sera che ci propose di seguirlo, non ci eravamo permessi di chiedere. Però, fino a un certo punto la discrezione va bene, poi il troppo storpia, si sa.

– Devo liberare casa, abbiamo deciso di venderla,risponde.

– Peccato, dice Paolo laconico.

Io non dico nulla, sebbene mi rattrista l’idea che si voglia vendere l’ennesima casa di un borgo spopolato. Ma Lino abita troppo lontano per occuparsene e manca dal paese da troppo tempo per pensare che possa essere interessato a riscattarla. E con quali soldi poi? Sono già passati diversi anni dalla dipartita e da allora nessuno ci ha messo piede dentro. Solo a riattarla servirebbero troppi soldi per chi a stento riesce a mantenersi con lavori precari in città.

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