Mentre in alcune città si organizzano proteste contro i presunti danni provocati dal turismo e la ministra ribalta il concetto sottolineando che in Italia abbiamo il 95% del territorio che ha poco turismo, il TAR boccia diversi provvedimenti. Intanto il Vagabondo è stato eletto nel direttivo dell’Associazione Italiana Turismo Responsabile (AITR) nella figura della nostra presidente Angela Masi. Parto con una serie di articoli sul tema.

In tanti parlano di turismo sostenibile (bene) ma quando poi si tratta di mettere in pratica azioni concrete sorgono due problemi. In primis che le amministrazioni (e a quanto pare pure il ministero) hanno pochi strumenti da attuare visto la facilità con cui il TAR sta annullando alcuni dispositivi. Inoltre c’è un paradosso a monte.
Problemi di governance
Il TAR ha recentemente annullato due norme. La prima di un Comune che intendeva porre dei divieti di affitti brevi. Il secondo ben più grave del ministero. Con questo non voglio dare addosso agli organi giudiziari ma far emergere quanto sia difficile governare il turismo. Ci sta che un Comune piccolo o grande che sia faccia un provvedimento che viene stoppato, ma che al Ministero non sanno cosa possono o non possono legiferare è sconfortante. Se da un lato è noto che andare contro le regole di mercato in Europa è molto difficile (ma in Spagna qualche provvedimento è stato approvato e non stoppato neanche dalla corte europea) l’escamotage usato dal ministero sul tema sicurezza per obbligare i check in presenza sembrava non foriero di stop giudiziari. Per carità, era un escamotage, è andata male. Ma così certo la vita di chi amministra diventa dura.
Crescita infinita?
Il paradosso riguarda invece il ciclo di crescita infinito rappresentato dal turismo, inteso come loup da cui non si può uscirne. Mi spiego meglio: arrivano turisti in un luogo? Bene tutti contenti. Più turisti che smuovono l’economia locale porta prima o poi altre persone a proporre servizi turistici, a iniziare dalla ricettività. Servono dunque piu turisti per soddisfare l’allargamento dell’offerta. Difficile che un amministratore possa dire no, basta così, manteniamo questi flussi; lo sbranerebbero. E allora via a cercarne altri, e così via in un loup che potrebbe non fermarsi mai. Ma così facendo non c’è mai un equilibrio.
Insomma
Se da un lato alcune proteste odierne sembrano pretestuose, è pur vero che se non si modifica a monte il meccanismo del turismo, permettendo di ragionare in ottica di limiti di flussi da porre a monte, si rischia di vedere provvedimenti magari sconclusionati o che penalizzano solo alcuni, pensati più che per dire di star facendo qualcosa per tenere buone le masse che perché si sta lavorando verso un turismo sostenibile. E non è manco colpa degli amministratori locali.
Ci tornerò su nei prossimi articoli. Intanto riprende il nostro percorso nel direttivo di AITR dopo 6 anni di pausa, per festeggiare al meglio i 25 anni di vita associativa del Vagabondo con rinnovata passione.

