Il turismo che verrà – Prima l’outdoor

A me vedere ristoratori accalcati e spesso no mask manifestare per riaprire quanto prima, non mi fa venir voglia di tornare nei loro locali, non so voi. Anche perché la situazione è uguale in tutta Europa con diversi Stati dove bar e ristoranti sono stati chiusi e basta per tempi ancora maggiori.

Ma alcune decisioni riguardo cosa può stare aperto e cosa non quadrano molto, parliamone.

Partendo dal fatto che stiamo vivendo un periodo di pandemia e che da qualche parte è iniziata la quarta ondata (facciamo gli scongiuri).

foto tratta dal sito di AIGAE
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Turismo e fondi Next Generation – 1

Dopo aver finito la prima stesura del racconto dedicato ai borghi, che in tanti avete letto (grazie!) e che ora sarà oscurato dal blog, rivisto e corretto, torno a dedicarmi a temi turistici. (Nel frattempo sto buttando giù qualche altra narrazione ma ci vorrà un po’ di tempo prima che sia pronta).

Inizio dunque una serie di post dedicati ai fondi del Next Generation EU in relazione al turismo. Iniziamo da cosa sta accadendo in Francia.

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Viaggio ai tempi del covid – 21

21 – FINALE

“Ci pensate se le città iniziassero a spopolarsi a causa della pandemia?”, chiede Paolo.

“Magari accade il contrario, se i turisti non tornano magari tramonta il fenomeno degli affitti brevi, almeno come moda, e le persone potranno trovare un tetto anche nei centri storici delle città d’arte. Ve la immaginate Venezia che torna ad essere abitata e riprende dopo cinquant’anni un po’ di equilibrio?”, ribatte Uccio.

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Viaggio ai tempi del covid – 20

20 – LE TRADIZIONI

Il giorno dopo la proprietaria si ripresenta con altre leccornie cucinate in casa con prodotti della zona, niente che si trovi di solito nei menu dei ristoranti locali.

Che delizie! Che profumi! Che tesori che offre questa terra! Per non parlare della capacità di cucinarli.

Tutti così i borghi dell’Italia interiore, preziosi scrigni per pochi intimi.

Foto di Francesca Raimondi
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Viaggio ai tempi del covid – 19

19 – Prospettive

La giornata fu davvero piacevole.

Di per sé, la potrei definire una bella giornata trascorsa da turisti in cerca di benessere, che di sicuro sarà la nuova frontiera del turismo post covid.

foto di Gaetano Lofrano
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Viaggio ai tempi del covid – 18

18 – LO SVILUPPO DEI BORGHI

Ordinati 4 amari di marche diverse, ce ne andammo sulla collinetta a parlare. Il primo fu Paolo.

“Ragazzi vi vorrei raccontare di aver fatto sfaceli ma la realtà, almeno al momento è diversa. Il covid rende tutti un po’ incerti nell’approccio, me compreso. Comunque evidentemente vi siete dimenticati che domani è il mio compleanno e vi stavo preparando una sorpresa, tutto qua”.

foto di Gaetano Lofrano
foto di Gaetano Lofrano
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Viaggio ai tempi del covid – 17

17 – IL CESTO

Dopo pranzo vado a casa a farmi una pennica.

Nel pomeriggio, non saprei dire a che ora, sento toc toc, bussano discreti alla porta. Temo sia la proprietaria che è arrabbiata perché ho rotto lo scarico del bagno. Apro con circospezione la porta e appare infatti lei. Sono fregato, penso.

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Viaggio ai tempi del covid – 16

16 – In tondo

La cena con i prodotti tipici della zona ci delizia.

Nel frattempo abbiamo risolto i problemi con l’auto e scacciato i timori di possibili sabotaggi, che pure qualcuno del gruppo aveva avanzato. Il meccanico ha risolto il problema in pochi minuti, costo dell’intervento minimo.

Foto di Francesca Raimondi
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Viaggio ai tempi del covid – 15

15 – CALMA APPARENTE

La stanchezza accumulata dalla passeggiata fa sì che a pranzo ce la prendiamo molto comoda, tanto che aspettano solo noi per chiudere, nel frattempo si sono messi a mangiare.

Satolli e deliziati dalle vivande, annaffiate da un buon vinello. e per chiudere dolci e liquorino, non ci facciamo mancare nulla dopo mesi di bevute in solitaria ci sta bene. Al colesterolo ci penseremo poi.

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Viaggio ai tempi del covid – 14

LA RICERCA

La mattina seguente, con la giusta calma e dopo la necessaria colazione al bar in cui scopro l’esistenza di una bevanda frizzante al mandarino davvero ottima, ci infiliamo in auto per andare in cerca del terreno. Lino si è fatto spiegare dove dovrebbe essere.

Giro la chiave ma non succede nulla.

“Non parte”, dico perplesso a bassa voce.

“Come non parte?”, mi incalza Uccio che è un tipo preciso e non ama gli inconvenienti.

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