Giunti al termine del corso “Dall’accoglienza alla gestione nell’ospitalità alberghiera ed extralberghiera” che ho tenuto per l’ITS turismo della Regione Puglia, ho organizzato una mattinata a Matera per permettere ai miei studenti di confrontarsi con 5 gestori di strutture ricettive. Un modo per far incontrare gli argomenti trattati in aula con la pratica di chi quotidianamente si occupa di ospitare turisti.
Nel ringraziare per la disponibilità i gestori de: l’hotel del campo, l’antico convicinio, le dimore dell’idris, il carrubo e il Moyseion, ecco un breve resoconto di com’è andata e del perché li ho scelti. Foto di Raffaella Iannetti.
Non è stato facile mettere su un itinerario e scegliere solo 5 gestori di strutture fra i tanti che avrebbero avuto qualcosa di interessante da raccontare e da far vedere. Matera d’altronde è alla sua prima generazione di gestori, quella più appassionata. Alla fne ho scelto storie e strutture diverse le une dalle altre. E diverse sono state le narrazioni.

Per gestire un hotel lontano dal centro bisogna saperci fare e senza dubbio Marianna Di Mona è un’imprenditrice dalle idee chiare. La struttura, nata nel 1996 da un vecchio rudere che andava ripreso, ha un arredo importante ed è impreziosita da un giardino settecentesco di pregevole fattura con a fianco una piscina dalle forme tondeggianti. Ci parla dell’importanza di saper profilare il turista ideale per quel tipo di struttura, di contratti di lavoro passando dal come superare le crisi, la trappola (spesso necessaria) di mutui e finanziamenti, l’importanza del capitale umano.

Tommaso Mariani e sua moglie incarnano quella generazione che ha creduto nella rivalorizzazione nei Sassi. Hanno ottenuto in concessione alcune case grotta da tempo abbandonate e le hanno restaurate facendole tornare a nuova vita. Un progetto nato una quindicina d’anni fa ma che ha avuto bisogno di anni per riuscire a ripulire i locali dalle incurie seguite all’abbandono dei quartieri sassi. Ogni stanza è diversa dall’altra e si adatta agli andamenti delle antiche dimore di calcarenite. La spa rappresenta una chicca. E poi Tommaso in quanto attuale presidente del Consorzio Albergatori di Matera si prodiga per migliorare tante situazioni che gli vengono presentate.

Accolti da Mariangela Liantonio, qui il focus è stato principalmente legato alla sostenibilità, che è un aspetto cui questa famiglia tiene anche in altri ambiti professionali. Ci siamo dunque soffermati sugli accorgimenti che questa struttura ha adottato, da quelli più semplici a quelli resi possibili dai moderni dispositivi domotici. Ma abbiamo anche scoperto come l’arte può ben legarsi all’ospitalità, in questo caso grazie alle opere dell’artista Dario Carmentano. Anche in questa struttura le due famiglie che si sono lanciate nel campo dell’ospitalità, rispondendo alle esigenze legate al 2019, hanno impiegato molti anni a mettere a posto le varie stanze, che oggi sono un gioiellino.

Gianni Pisicchio ci ha pazientemente atteso per poi presentarci la sua struttura dove cortile esterno, panorama e hall si fondono in un unico concetto: murgia. Tutto è pensato per rendere omaggio al pianoro che si staglia nitido di fronte alla struttura, dopo il canyon che separa la parte antica di Matera dalla zona naturale: dai vasi con le piante tipiche della zona ai bastoni e altri attrezzi lignei di stampo pastorale. Ma anche foto di elementi naturali presenti nella murgia. D’altronde il gestore è una guida escursionistica e ama intagliare il legno quindi ha unito passioni con ospitalità. La voglia di mettersi a camminare dopo una sosta in struttura è pregnante.

Nome difficile da ricordare ma poi, una volta dentro, l’atmosfera e il concept restano senza dubbio impressi a lungo. Giulia, in abito che richiama la magna Grecia, ci presenta questo interessante esperimento di usare l’archeologia sperimentale* all’interno di una struttura ricettiva, al fine di riprodurre un‘esperienza immersiva, con tanto di momenti rituali legati a quel periodo storico. Ma anche puntare su una narrazione innovativa, differente da quella (a rischio usura, aggiungo io) delle case scavate nella roccia.
Interessante la scelta di prendere dipendenti capaci di portare avanti i momenti rituali e quelli esplicativi.
* Per chi come me non consoce questo termine: https://it.wikipedia.org/wiki/Archeologia_sperimentale

