Eventi e turisti. Quale nesso?

Di sicuro vi sarete imbattuti sui social in qualche gruppo di discussione dove la colpa di un reale o presunto calo del turismo in una destinazione è la mancanza di eventi. Ma l’idea che gli eventi possano far venire o trattenere i turisti è abbastanza una favola, dipende molto dal tipo di eventi. Vediamo di fare un po’ di chiarezza.

Che ci possa essere un legame fra eventi e turismo è un dato di fatto. Ciò non significa però che è automatico che ogni evento porti turisti, anzi. Dipende da una serie di fattori legati alla capacità promozionale e alle dimensioni di ciascun evento.

La piramide di Getz aiuta a ragionare sulla questione: un mega evento sta in cima e ha abbastanza budget per fare una comunicazione in grado di attrarre anche i turisti. Lo stesso dicasi per gli eventi significativi, situati subito sotto, meglio ancora se storicizzati. Se invece sono eventi medio piccoli, cioè a carattere regionale o locale, stanno alla base della piramide e di solito non attraggono turisti. Che non significa che sono eventi minori e di sicuro qualche eccezione esiste, ma in generale non si prefigurano come eventi capaci di attirare turisti, se non già presenti in loco. Provo a spiegarmi con un esempio.

Mettiamoci nei panni del turista medio, che siamo noi stessi. A parte una nicchia che lo fa, di solito quando decidiamo dove andare non andiamo a vedere se ci sono anche degli eventi in loco. Diverso è se la promozione dell’evento stimola la scelta della meta (e il periodo). Per intenderci: se a me piacciono gli eventi sul tema del viaggio, ad Ancona ne organizzano uno particolarmente bello e vengo a saperlo, potrei decidere di andare ad Ancona in occasione dell’evento, se no non l’avrei scelta come meta. In tal caso possiamo parlare di evento turistico, capace cioè di far scegliere al turista quel luogo.

Se invece ho scelto Ancona perché la ritengo una destinazione imperdibile per altri motivi, ci vado e basta, a prescindere da se ci sono eventi o meno nel periodo prescelto.

Ovvio poi ci sono eventi che hanno una funzione di marketing territoriale, cioè promuovono un territorio in modo così particolare che invoglierà qualcuno prima o poi ad andare in quel luogo, dopo l’evento. Ma è un’altra storia. Così come ci sono eventi pensati e organizzati per la comunità locale.

Io e l’amica Angela Masi abbiamo presentato a un convegno internazionale un’estensione della piramide di Getz, introducendo anche un tipo di target che generalmente non viene considerato ma che alimenta la confusione fra eventi per le comunità locali e eventi capaci di far venire i turisti: gli eventi di intrattenimento. Che sono la maggior parte degli eventi realizzati in ogni angolo d’Italia. Sono eventi medio piccoli, che non hanno forza di comunicazione che vada oltre il luogo in cui si svolgono (al max raggiungono un raggio di azione poco più ampio, quasi mai oltre i confini regionali) e che al più cercano di avere come pubblico anche turisti già presenti in loco, quelli che insomma avevano già scelto la destinazione.

Questi potenziali partecipanti, per evitare confusione, proviamo a chiamarli vacanzieri, cioè turisti che hanno già raggiunto la loro meta, non importa se si fermeranno due giorni o una settimana o se sono villeggianti (quelli che hanno la seconda casa).

Adattamento Fadini-Masi della piramide di Getz

Ma la presenza di queste persone a un evento, anche se fosse massiccia, non denota che l’evento ha fatto da volano al turismo, bensì solo che l’evento ha intrattenuto persone già presenti in loco o nelle vicinanze.

E se non ci fossero questi eventi?

Per la comunità locale sarebbe un bel problema perché gli eventi per la comunità locale sono più importanti di quelli per turisti. Mentre i turisti di solito manco se ne accorgono.

E chest’è 🙂

Spero di aver chiarito un po’ la questione!

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