Il mestiere di guida

Colgo l’occasione delle cifre che girano sui social (pare fornite dal FORMEZ) su com’è andata la prova scritta del concorsone cui si erano iscritte quasi 30.000 persone (!) per diventare guide turistiche dopo un’attesa decennale; e riprendeo una riflessione che ho fatto qualche anno fa, quando lavoravo come consulente parlamentare e si lavorava alla nuova legge sul mestiere di guida che poi ha portato all’attuale concorso. Allora come ora, credo che in Italia siamo fuori rotta.

La nuova legge attualmente in vigore è stata fatta su obbligo dell’Unione europea, stanca di vedere che in Italia l’accesso alla professione di guida turistica era bloccata da troppi anni, perché come sempre in Italia dobbiamo fare di testa nostra e poi ci piace tanto litigare.

Ma concentriamoci sulla nuova legge. Le bozze presentate da vari parlamentari di tutto l’arco politico andavano tutte nella stessa direzione: abilitazione, concorso, albo, requisiti di partenza per partecipare al concorso molto stringenti. Le variazioni erano minime.

Nello stesso periodo le guide escursionistiche e ambientali chiedevano (e lo fanno ancora oggi) di avere anche loro un riconoscimento similare, e vai fargli capire che erano fortunati che la loro professione non avendo albi segue i dettami europei, alias è aperta a chiunque abbia voglia di fare quel mestiere.

In Francia * se vuoi fare la guida turistica apri partita IVA e inizi a lavorare. Nessun titolo richiesto, nessun albo o concorso. Sei un libero professionista e come tale è il mercato poi che giudicherà se sei all’altezza o meno del mestiere che ti sei scelto.

In Italia no, in Italia la guida è un mestiere sacro, la guida è depositaria del sapere e solo grazie a titoli, studi e concorsi puoi essere degno di fare questo mestiere. Per la gioia forse delle associazioni di categoria che non vedevano di buon occhio l’ingresso di nuovi professionisti. Un po’ come accade ovunque ci sono licenze e limitazioni a monte. Ma davvero questa narrazione così eroica ha senso?

L’Unione Europea ci ha provato in tutti i modi a far capire agli italiani che fare la guida non è come fare il chirurgo, che le competenze necessarie non necessitano di tutta questa burocrazia, spreco di soldi, attese infinite, concoso invalicabile… ma nulla, legge fatta, concorso istituito, oltre 29.000 iscritti, poco più di 12.000 si sono poi effettivamente presentati alla prova scritta e pare che solo … 230 persone l’abbiano superata! Spero che i numeri siano smentiti, ma resta uno spreco di tempo e uno sperpero di denaro pubblico. La strada resta sbagliata a prescindere da quanti sarano i nuovi abilitati (o meglio: è sbagliata se si vuol favorire l’ingresso sul mercato di nuove guide, è perfetta se si vuole l’effetto opposto).

P.S.: Spero almeno che le guide ambientaliste ed escursioniste capiscano che sono fortunate a stare fuori da questo manicomio tutto italiano.

* per la cronaca in Francia esistono anche le guide conferenziere (quasi 10.000 al momento), che sono le uniche autorizzate a entrare nei musei statali. Per farlo non c’è alcun concorsone o titoli di ingresso, devi seguire un corso presso una delle università abilitanti e al termine ricevi il patentino. Che peraltro non scade.

Lascia un commento