Prima le analisi sul turismo, poi le leggi

Spesso in Italia e nelle Regioni si pensa a scrivere leggi sul turismo prima di aver studiato bene i fenomeni. D’altronde i vari fondi esistenti sia ministeriali che regionali tutto finanziano tranne che studi e monitoraggi. Eppure in altri settori l’analisi è un prerequisito importante, pensate a strumenti come PUMS (mobilità) e PUG (urbanistico). E allora perché nel turismo questo aspetto è trascurato?

Prendiamo l’annuncio della Regione Puglia di mutuare la legge toscana contro gli afftti brevi, o per dirla con maggior precisione, che dovrebbe dare ai sindaci il potere di porre limitazioni qualora ce ne sia bisogno. Che sarebbe pure in generale una buona idea, ma rischia di andare a finire come con le concessioni balneari, dove pochi sindaci stanno sfidando le ire funeste di lobbie, parenti e affini, che bisognerebbe dar loro una medaglia per la tenacia. Ma tutti gli altri sindaci balneari nicchiano.

E poi, nel merito: il problema del fitto case nei Comuni turistici (es.marini) è sempre esistito, cosa è cambiato oggi? Abbiamo dati nuovi? Abbiamo dati? Senza dati e analisi in base a cosa si prenderà una decisione? Alle proteste di piazza di un comitato? A due sposini che non riescano a trovare casa e sono più influenti degli altri? E cosa distngue una casa vacanze da un fitto breve in pratica? Il problema sono i property manager o chi loca un’abitazione ai turisti?

In Spagna da anni fior di studi vengono realizzati per soppesare pro e contro del turismo, dai benefici e costi economici a tanti altri aspetti. Non qualche grafico fatto coi big data e i loro algoritmi segreti. Fanno studi seri. Certo, la legge toscana cui quella pugliese si ispira contiene degli indicatori, superati i quali il Comune può intervenire. Già è meglio di tanti altri interventi sul turismo visti in passato.

Resto scettico quando si dice che in un determinato quartiere non si potranno aprire più locazioni turistiche come soluzione al problea abitativo, visto che notoriamente quando ci sono poche case in affitto i prezzi sono alle stelle, quindi non vedo cosa cambierà, se non il fatto che nei luoghi contingentati qualche ricco potrà permettersi una casa in centro, gli altri comunque no. Ma è un’atra storia, o meglio al più un altro articolo.

A mio avviso Ministero e Regioni, prima di pensare a fare leggi, devono decidere a finanziare studi diffusi sui territori, dando ai sindaci fondi per chiamare qualche esperto capace di analizzare anche singoli aspetti particolarmente importanti per un territorio. E magari, perché no, prevedendo uno strumento tipo Piano Locale del Turismo Sostenibile, al pari dei già citati PUMS e PUG, con benefit per chi li adotta o li aggiorna dopo 3 o 4 anni. Cifre piccole ai piccoli Comuni e via a salire. Ricerche e piani per il turismo sostenibile, non legate al marketing ma per la governance. 

Perché la sostenibilità è un concetto in fondo relativo, e solo soppesando pro e contro del turismo in un territorio tramite i dati si può facilitare le scelte delle amministrazioni. A quel punto saranno utili anche gli strumenti legislativi. Vabbé intanto finiamo il Piano  a Cassano delle murge, per fortuna qualche Comune virtuoso c’è in giro.

foto di Pietro Crivelli

cover lavoro a Castellaneta di Giuseppe Incampo

Lascia un commento