Siete mai impazziti a cercare parcheggio quando vi recate da qualche parte la domenica in una meta affollata tipo a mare? La questione degli stalli specie in estate è davvero problematica, sulle coste come in montagna, nelle zone prede degli escursionisti della domenica. E se iniziassimo a modificare l’approccio?

Immaginate una località balneare: tutti sanno che nelle domeniche col bel tempo e almeno fino fine agosto c’è un grande assalto da parte degli escursionisti della domenica, che si sommano a turisti e villeggianti già presenti in loco. Lo facciamo tutti in fondo. E ogni anno i Comuni si affannano a trovare spazi per nuovi stalli che si riempiono le domeniche e restano in gran parte vuoti nel resto della settimana.
Se arrivi presto ok, se no è un macello. Monitoraggi e dati puntuali condivisi non ce ne sono, anche se la tecnologia lo permetterebbe. I flussi degli escursionisti sono cangianti, c’è un zoccolo duro abitudinairo (specie al mare) il resto va come capita. E se si mettono di mezzo pure influencer o agenzie che organizzano escursioni, non dovendo dare conto a nessuno, si potrebbe impazzire. Ma quel che è certo sono le code chilometriche al rientro.

In un futuro possibile
Come ce lo immaginiamo il prossimo futuro, grazie alle tecnologie già esistenti? Io obbligherei tutti i Comuni afflitti da escursionismo galoppante di un sistema come quello presente negli aeroporti ma oramai anche nelle strade di tante città, che ci dice quanti stalli ci sono a disposizione nel tratto di strada interessato. Se una zona vasta succub e di escursionisti fosse dotata di questi impianti e un app collegata ci permettesse di sapere dove è il caso di dirigersi non sarebbe meglio?

Proprio come in aeroporto, finiti gli stalli più vicini alla meta si va a quelli più distanti. Magari in parcheggi allocati più lontani ma dotati di comodo servizio navetta. Aree parcheggio magari già esistenti ma non usate la domenica, come può essere qualche centro commerciale chiuso nei festivi o spazi del genere.
Così facendo potrebbe scattare una fase più complessa ma per i quali esistono già tanti bei progetti di riqualificazione dei lungomari: eliminare la gran parte dei parcheggi e usare quegli spazi per metterci ombra, percorsi ciclopedonali, baretti e chiostri di noleggi e tanti altri servizi, così da iniziare a far cambiare anche la percezione del lungomare, da luogo dove al più si parcheggia a luogo che si può frequentare, anche tutto l’anno.
Capace che da qualche parte hanno già iniziato a sperimentare qualcosa del genere. Nel caso fatemi sapere.

