Il turismo che (forse) verrà – 1

Nell’Italia ancora immersa nella fase 1 e spaccata fra un nord ovest che continua a sfornare nuovi contagiati e un centro sud dove non si registra alcuna particolare criticità ma pesa il dubbio dei pochi tamponi effettuati e della tenuta della sanità, il settore del turismo è e resta quasi interamente bloccato. Come si prospetta il futuro? Ecco il primo di una serie di mie riflessioni sull’argomento.

Nella fase 1 solo in modo tardivo e più come eccezione che come prassi sono stati fatti accordi territoriali per utilizzare alcuni alberghi per la degenza dei contagiati non bisognosi di particolari cure. O di personale medico. Sarebbe stato meglio ospitare tutti i contagiati lievi o asintomatici presso strutture del genere per evitare il verificarsi di contagi dentro le mura di case, cosa che è puntualmente accaduta, ma non essendoci alcuna norma che obbliga tutti a passare questo periodo isolati in strutture apposite che non siano gli ospedali, tale possibilità è stata usata poco.

Intanto l’attenzione di tutto il comparto è stato legato alle misure anti crisi per questa pausa forzata quanto necessaria. Ma è tempo di pensare alla fase 2, e forse pure alla fase 3. Pur non sapendo quando e come si potrà ripartire, il dibattito fra gli operatori è giustamente iniziato.

Al momento in cui scrivo nessuno sa bene che pesci prendere e ciò rende più complicato pianificare il da farsi. Le ipotesi che si inseguono sui social posso schematizzarle in 3 diversi scenari, che vanno da quello ottimistico a quello catastrofista, che per alcuni è anche una speranza contro l’overtourism; passando per quello pragmatico.

Faccio una breve panoramica legata di tutti e 3, poi con ulteriori articoli farò degli approfondimenti per ciascuno di tali scenari, ma anche rispetto a singole categorie legate al turismo.

  1. Ottimista

C’è chi fiducioso aspetta tempi migliori per lasciarsi alle spalle questa brutta avventura. La sua preoccupazione è legata alla resistenza in questo periodo di inattività. Se dovesse presentarsi tale scenario, si tratterebbe effettivamente “solo” di aspettare e di pianificare, ma il limite di tale prospettiva è: quanto ci vorrà? Un mese? Diversi mesi? Bisognerà far passare l’intera stagione turistica 2020? Si potrà ripartire in estate invogliando il turismo interno per poi sperare nel prossimo futuro quando saranno riaperte le frontiere? E soprattutto: è ipotizzabile che una pandemia globale di questa portata non lascia il segno? Ovviamente tutto è possibile.

folle di turisti

2. Catastrofista/sostenibile

Il secondo scenario al contrario prevede che il turismo globalizzato come lo abbiamo conosciuto non potrà più essere portato avanti, aldilà di come la pensiamo sul modello iperliberista vigente e imperante fino a pochi mesi fa. Tale scenario prefigura un turismo che dovrà contingentare i flussi, con il tramonto  di tutto ciò che non sia regolarizzato o prenotato per tempo. C’è già chi presuppone un ritorno allo stile medioevo in chiave futurista, dove i turisti non saranno liberi di accedere alle città ma neanche di spostarsi.

Uno scenario per certi versi apocalittico, poiché a numeri minori, per imposizione o per calo di domanda, seguiranno battaglia su chi ha diritto a rimanere nell’olimpo degli operatori turistici e chi deve essere buttato giù dalla torre. Uno scenario per altri versi salvifico, visto che fino a pochi mesi fa non si parlava altro che di overtourism anche in Europa. Approfondirò a breve questo possibile scenario soppesando diversi aspetti pro e contro.

3. Pragmatico

Poi c’è il terzo scenario, che  potrebbe essere testato nella fase estiva o appena le condizioni lo permetteranno e cioè una serie di norme e/o di prassi legate al distanziamento sociale e ad altre misure dettate dall’OMS. Alcuni stanno già lavorando per farsi trovare pronti anche se è tutto molto indeterminato e sopratutto le linee guida di cui sopra sono cangianti, via via che gli studi epidemiologici vengono approfonditi; E’ uno scenario su cui riflettere, per capire se è fattibile e se ne vale la pena.

la giusta distanza

Epilogo dell’introduzione

Dunque, facendo il punto di questo post che intendeva essere solo introduttivo all’argomento, abbiamo il terzo scenario che è quello che potrebbe partire per prima e durare per un tot di tempo, mentre gli scenari 1 e 2 sono alternativi fra loro. Potrebbe essere che prevale uno dei due ma non è detto che non si debba o possa trovare una sintesi.

In fondo le crisi hanno sempre dato vita a qualcosa di nuovo, volente o nolente. Meglio approfondire da subito per non farsi trovare impreparati.

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