Viaggio ai tempi del covid – 21

21 – FINALE

“Ci pensate se le città iniziassero a spopolarsi a causa della pandemia?”, chiede Paolo.

“Magari accade il contrario, se i turisti non tornano magari tramonta il fenomeno degli affitti brevi, almeno come moda, e le persone potranno trovare un tetto anche nei centri storici delle città d’arte. Ve la immaginate Venezia che torna ad essere abitata e riprende dopo cinquant’anni un po’ di equilibrio?”, ribatte Uccio.

“Secondo me accadranno entrambe le cose. Alcuni si decideranno ad andare sempre più spesso nei borghi. Altri approfitteranno del calo dei prezzi e della mancanza di troppi turismi come in passato per trovare casa”, chioso io che quando si tratta di parlare di turismo non mi tiro indietro.

“Insomma come sempre serve una catastrofe per riequilibrare gli squilibri precedenti”, cogita Lino.

“Pare proprio di sì”.

La discussione prosegue spostandosi sul fatto che se ci fosse un po’ più di vita nei borghi magari sarebbe più facile attirare altre persone.

Poi finalmente riusciamo a intavolare con Lino il problema della casa, del podere, dei semi. Vorremmo trovare una soluzione per non fargli svendere nulla, per provare a piantare i semi cui il nonno teneva. Di credere in questo borgo insomma, come altri hanno fatto prima di lui e altri seguiranno. Ma qua non siamo in quei film dove si trova sempre una soluzione pur di giungere al lieto fine.

Foto di Francesca Raimondi

Le problematiche pratiche sono tante, i soldi a Lino scarseggiano, l’interesse per il paese c’è ma non si traudce in voglia di starci, troppa poca gente, troppo isolamento, non è più abituato. E rispetto ai semi, alla fine abbiamo saputo che dovrebbe trattarsi di varietà locali. insomma un tesoro nel senso meno economicista e più romantico del termine. E forse meglio così.

Andiamo a fare un ultimo giro nelle silenziose viuzze del borgo, quasi tutte ristrutturate con gusto. Sembra di stare in Svizzera, e invece sono gli abitanti di questo territorio che in Svizzera sono emigrati.

Per strada i bambini commentano le mascherine degli adulti, quelle particolari ovvio. La cultura, si sa, si adatta alle situazioni, i bambini sono più lesti ad appropriarsi delle novità.

Salutiamo il barista e gli astanti, ultimo giro di bergamotto, la promessa di tornare quanto prima. Cosa deciderà Lino è difficile da sapersi. I semi li pianterà o li regalerà? Li tramanderà ai suoi futuri figli o li getterà via alla prima occasione? E la casa la svenderà o deciderà di aprire prima o poi un bed and breakfast o qualcosa di simile? Non lo sappiamo, non ancora almeno. Ma siamo fiduciosi.

Quel che è certo è che storie di persone che tornano o vanno nei borghi esistono davvero, vuoi per capacità di resilienza, vuoi perché ignifughi alle invidie e alle tendenze all’immobilismo, vuoi che sia per andare in direzione ostinata e contraria, vuoi per bearsi della poesia che solo certi luoghi possono regalare. Insomma nonostante tutto c’è chi prova a guardare avanti, singole persone ma anche associazioni attive che si danno da fare e che è bello conoscere lungo il nostro tragitto, quanto meno per ringraziarli per la loro capacità di tenere accesa la fiammella della speranza.

Le potenzialità di questi luoghi sono enormi, la tristezza nel rendersi conto di quanto poca vivacità sia presente è tanta, l’ammirazione per chi resta e se la vive in modo attivo, sconfinata.

Ah, per quanto riguarda il saluto al sole di cui ho parlato all’inizio, beh…. lo ammetto, non l’ho mai fatto. Cioè mi ero alzato sì, ma poi mi sono rimesso a letto. Già… in fondo sognare di fare qualcosa è più facile che rimboccarsi le maniche e provare a far diventare realtà i propri sogni nel cassetto. Magari un giorno anche io riuscirò ad aprire qualche cassetto e smettere di limitarmi a sognare. Ve l’avevo detto, forse era meglio restare all’immagine poetica dell’inizio.

O tornare nei borghi e fare qualcosa di buono.

Intanto Paolo ci sta facendo un pensierino a trasferirsi da queste parti, almeno per diversi mesi all’anno, e intende coinvolgere un po’ di amici.

Chissà come andrà a finire.

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