Il PNRR italiano e il turismo

L’ultima bozza, quella quasi definitiva che l’italia presenterà all’Europa fra pochi giorni, è finalmente disponibile. E presenta diverse novità, sebbene sia molto simile come impianto a quella precedente ideata dal governo Conte2 che era piaciuta già all’Europa. Andava però sistematizzata, perché era la summa delle richieste giunte da Ministeri, Regioni e altri enti contattati per la bisogna. La vera differenza dopo la crisi è che bisognava dare conto degli appetiti (comprensibili) di chi è riuscito a entrare in maggioranza grazie a M.R.. Senza crisi avremmo avuto lo stesso lavoro, ma sarebbero mancate alcune novità decisamente negative. Spero che sulla transizione ecologica sia andata meglio che nel turismo.

Il fondo per cultura e turismo, che grazie al ministro Franceschini aveva ottenuto 8 miliardi, è stato decurtato di 2 miliardi. In totale saranno 6, di cui 2,4 al turismo.

Sono stati eliminati aspetti che evidentemente non interessevano al nuovo ministro del turismo e non ci sono stati particolari miglioramenti.

Partiamo dalla notizia davvero negativa. Che i cammini fossero stati relegati all’interno di un progetto debole (percorsi nella storia) era evidente. Le commissioni di Camera e Senato hanno richiesto ufficialmente che si desse maggiore attenzione a questi temi. Franceschini in audizione aveva rassicurato che anche i cammini, che pure è un tema prettamente turistico, sarebbero rimasti sotto l’egida del ministero della cultura, dicendo che si trattava di lavori infrastrutturali legati ai borghi.

Queste sue dichiarazioni, sebbene logiche visto che tutti I fondi per i cammini sono stati inseriti in passato nei fondi PON sviluppo e cultura, mi hanno fatto preoccupare. Ora che il turismo non è più unito alla cultura a livello ministeriale non aveva senso che quella misura restasse sotto Cultura, era giusto che tornasse al turismo. Ma ci sarebbe voluto un interessamento del ministro leghista per queste tematiche, solo che nelle audizioni sul PNRR ha esplicitato altre priorità, che puntualmente troviamo in questa bozza, sebbene in nuce.

E quindi la misura è stata eliminata. Resta il piano Borghi dove una frase fa sperare che almeno un minimo di lavori in tal senso ci sarà. Ma ovvio non è la stessa cosa. (Secondo me spenderanno i 150 milioni già stanziati dai PON2014-2020 per i cammini quasi ancora intonsi, ma giusto per alcuni progetti precedentemente selezionati).

Cosa troviamo ora nel fondo turismo del PNRR?

L’ennesimo progetto di marketing di un sito web nazionale (per il quale l’Italia dai tempi di Rutelli spende inutilmente soldi); i fondi per la competitività delle imprese; Caput mundi e grandi eventi.

Che tristezza.

Sarebbe servito che i soldi per la digitalizzaizone fossero tati spesi per un portale legato alla sburocratizzazione dell’intero comparto, specie quello ricettivo. E per facilitare la digitalizzazione degli operatori. E invece no, ritorna in auge il portale italia.it, esempio di spreco di soldi ventennale. Ma con tante funzioni supppletive, almeno a parole.

Va un po’ meglio nella misura sulla competitività, che riguarderanno vari fondi e il credito d’imposta per i lavori di ristrutturazione, che altrimenti non si riusciva più a finanziare (immagino sia la misura voluta da Franceschini nella precedente legislatura). Con un’estensione a tipologie di lavori tipo quelli antisismici.

Sui grandi eventi stendo un velo pietoso, l’idea che i grandi eventi facciano da volano all’economia contrasta con qualsiasi studio sui grandi eventi effettuato in tutto il mondo da decenni. Notoriamente si spendono soldi che non rientrano mai a sufficienza. In questo caso sarà un restyiling della città. Ma il titolo è cambiato, immagino cambierà anche qualcosa nei contenuti. Prima era solo Caput mundi. ora hanno aggiunto grandi eventi, che è un pallino del nuovo ministro pensando a Cortina.

Che dire, grande desolazione.

Sotto altro ministero rimane la misura per le ciclovie, ma sparisce il riferimento esplicito al piano nazionale ciclovie e la misura è stata inserita all’interno del potenziamento del trasporto pubblico locale. Sulla carta parla anche di ciclovie nazionali, quindi speriamo bene.

Ora, non che mi fossi illuso sentendo il discorso di insediamento di Draghi che parlò di rilanciare un turismo sostenibile. Ma qui c’è davvero poco e nulla.

E d’altronde, cosa ci potevamo aspettare? Davvero qualcuno pensa che un ministro vale l’altro?

E’ stato bello crederci a un PNRR che guardasse al turismo con occhi nuovi e in linea con le aspettative green dell’Europa. I parlamentari ci hanno provato, le associazioni audite. Ma lassù, in alto, si è preferito pensare ad altro. Il resto era superfluo.

Sipario.

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