
Febbraio da alcuni anni è il mese in cui si presentano i primi dati provvisori del turismo, relativi all’anno precedente. E subito ci si affretta a commentarli prima che sui social lo faccia qualchedun altro. Io intanto continuo a studiare i dati di Cassano delle murge per il Vagabondo, che presto presenteremo. Colgo l’occasione per dare qualche facile suggerimento di lettura. (p.s. i grafici nell’articolo sono solo bozze di lavoro)
PRESENZE E ARRIVI
E’ il dato più semplice e immediato da comprendere, forse quello meno utile almeno da solo, di sicuro quello più gettonato e foriero di confronti per avere una prima impressione. Solo che non siamo in un campionato sportivo, non c’è un traguardo da raggiungere, una classifica di cu itener conto rispetto ad altri Comuni o all’anno precedente. Certo, visti su una serie storica ci danno la dimensione del fenomeno, tutto qua. Serve rapportarli poi a molti altri dati. Interessante ad esempo vedere come i flussi si spalmano nell’arco dei mesi, rispetto agli anni precedenti. O la divisione all’interno delle strutture. Anche le serie storiche possono essere utili.


PERMANENZA MEDIA
Un dato interessante, dato dal rapporto fra presenze e arrivi. Se supera i 2 è già un buon segnale, sotto il 2 a meno che non è un piccolo Comune attraversato da un cammino ben fruito, significa che la località non trattiene i turisti per neanche due notti, alias è una località mordi e fuggi, con maggior dispendio economico e minori introiti. Le località di villeggiatura hanno percentuali maggiori, che possono arrivare anche a 6 nei casi migliori.
TASSO OCCUPAZIONE
Nelle destinazoni il tasso di occupazione si calcola sui posti letto, a differenza di quanto fa un gestore se vuole misurare il tasso di occupazione nella propria struttura. Qualcuno lo chiama anche tasso di utilizzazione per distinguerlo. E’ un dato molto interessante perché rapporta le presenze ai posti letto disponibili in un dato periodo. Percentuali basse vuol dire che ci sono troppe strutture ricettive aperte, o quanto meno che la maggior parte di loro fa integrazione a reddito e si accontenta di numeri bassi. In fondo se va bene ai gestori, va bene anche a noi analisti. Percentuali alte indicano maggiore equilibrio fra posti letto disponibili e presenze turistiche.


Proseguirò con altri indici utilizzabili in un altro articolo.
P.S. Ricordo che i grafici presentati in questo lavoro sono solo esemplificativi e legati a un lavoro ancora in fieri, sto aspettando dati più aggiornati, quindi non usateli, thanks.

