Anticipazioni nuovo libro 6; che gestore sei?

Quanti diversi tipi di gestori di strutture ricettive extralberghiere conoscete? Io tanti. Ognuno di loro si distingue per come si comporta con gli ospiti; nel come si relaziona al contesto sociale e ambientale dove opera; nel come si pone nei confronti delle leggi. Nel mio nuovo libro ne parlo in un paragrafo dedicato, ma non mancano rimandi in tutto il libro. E voi che gestori siete? Quali apprezzate?

Ovviamente nessuno sa quanti siano gli uni e quanti gli altri, ma sono diversi e ce ne rendiamo subito conto.

Il comportamento con gli ospiti lo capiamo in parte dall’annuncio, poi grazie anche alle recensioni possiamo capire come l’host si comporta con gli ospiti; c’è chi dedica attenzione e mette il suo tempo a loro disposizione, e chi si limita ad aprire la porta, oggigiorno neanche questa, si usano codici e aperture automatiche. Nel primo caso la recensione parla del gestore, nel secondo solo della casa.

L’atteggiamento rispetto al contesto è molto più difficile da conoscere, se non all’interno di consessi associativi o di scambio opinioni fra gestori. Difficilmente emerge sugli annunci, difficilmente troviamo una recensione che faccia emergere qualche elemento utile a capire quanto il gestore ci tiene a determinati valori o al proprio contesto.

Rispetto alla legge, diversi sono i parametri su cui ragionare: c’è chi la conosce e chi non sa nulla degli adempimenti da compiere; c’è chi la rispetta in tutto o in parte e chi fa finta di non sapere.

Conoscere le normative non è proprio facile, poiché cambiano troppo spesso e sono diverse di Comune in Comune, di Regione in Regione. Ma ancora ancora chi apre una struttura ricettiva deve aver fatto un passaggio formale in qualche ufficio mentre per la generazione Airbnb le cose si complicano, non perché è più complesso ma perché la facilità con cui si può mettere un annuncio sul web, al di là di qualche alert della piattaforma web scelta sul fatto che potrebbero esserci delle leggi da osservare, ovvio non è motivo sufficiente per far conoscere le prescrizioni esistenti anche per le locazioni brevi.
Ma non ci si può trincerare neanche dietro il non sapevo. C’è chi ignora la legge come se il turismo fosse un’attività extra tutto!. Sentire qualche gestore che sì, lui ha una casa vacanze però se voglio la ricevuta non sa, dovrebbe parlare con il commercialista, pare ci sia la cedolare secca quindi non può assicurarmi che la può fare ecco, non ci siamo proprio!

Sul rispetto delle regole poi ci si divide.
C’è chi prova a rispettarla, qualcuno magari ci riesce pure, ma su ogni sito e in ogni community ognuno dice la sua!
C’è chi si comporta come più lo aggrada, magari filosofeggiando sui suoi comportamenti per convincersi e convincere che è nel giusto, tanto chi se ne fotte, finché non mi beccano… È il triste modo di ragionare di alcuni.
Poi c’è chi applica alcune leggi che ritiene valide e di altre se ne frega. Qua entriamo in un campo discrezionale perché se da un lato in teoria le leggi vanno rispettate tutte,giuste o sbagliate che siano, nella prassi spesso le leggi vengono cambiate tenendo conto delle prassi. E alcune leggi appaiono un po’ superate dalle attuali potenzialità tecnologiche.
Ma c’è legge e legge: un conto è non pagare le tasse,e lì non c’è scusante, sei in torto. Altro è il ritenere superate o sbagliate alcune prescrizioni. Qui si può discutere. Faccio giusto un esempio, tralasciando un caso storico su cui si dibatte da decenni: cosa si può dare o non dare a colazione.

Parliamo del contratto.
Chi mette un annuncio privato su una qualsiasi piattaforma web è tenuto poi a fare un normale contratto di locazione. Niente di che, serve più che altro per far stare tranquillo il proprietario, il turista si sente garantito dalla piattaforma web dove ha prenotato e dalle recensioni. Ma serve anche per eventuali controlli futuri. Solo che al giorno d’oggi, con la tecnologia che abbiamo a disposizione, potremmo pure pensare che tutte le transazioni che passano per queste piattaforme generino automaticamente un contratto a chi non è una struttura ricettiva ufficiale (magari prevedendo un costo fisso per tale automatismo). Perché non pensarci?

Per concludere: rispetto agli ospiti, ognuno è bene che agisa come meglio crede, tanto poi è il mercato a scegliere e le recensioni hanno il loro peso. Rispetto alle scelte operate dai gestori se ne sa poco purtroppo, al più bisogna cercare in siti o situazioni tematiche per saperne di più, sia come annuncio sia come recensioni. Mentre rispetto alle leggi ci sono grandi differenze: alcuni esempi splendidi, altri di cui vergognarsi. Ma i turisti non se ne accorgono, al più lo fanno i controlli. E le leggi difficili da conoscere e spesso antiquate.

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