Nel porto di Bari, anonimo come tutti i porti che ho conosciuto, conosco Aldo, esperto dei paesi dell’est Europa perché da anni va in giro a comprare scarti di cuoio e similari per rifornire aziende pugliesi. Conosce Dubrovnik, mi dà le dritte su dove si trova la stazione degli autobus internazionali e mi rassicura sul fatto che i biglietti si possono fare direttamente sul posto, sperando ce ne siano ancora di liberi ovviamente. Lui va a Mostar, la città del ponte distrutto e ricostruito.
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11 Lug
2- Bari – Dubrovnik
8 Lug
Verso il porto – Partenza
Per me, quando mi lascio alle spalle la casa e sento chiudersi dietro di me il portoncino verde che affaccia sui Sassi.
Lo zaino pesa, ma avrò senza dubbio dimenticato qualcosa. O almeno, questo è quello che mi ripeto ogni volta.
Assieme al timore, fisso, di arrivare in ritardo, di aver sbagliato giorno, di non aver con me il biglietto…
Per arrivare al porto mi offre un passaggio una viaggiatrice che sta raggiungendo amici al mare poco più a sud; i tempi coincidono, finiamo dopo diverse peripezie in una caletta senza nome, immagino nota solo a chi vive in zona. Meglio così. Mai dare troppe indicazioni ai turisti!
Al porto di Bari le indicazioni sono invece chiare: imbarco Albania, piano terra; imbarco Croazia e Montenegro: primo piano. Salgo su, volti stranieri in attesa e un bar aperto.
Dopo mezz’ora gli uffici sono ancora chiusi, eppure ricordo che mi han detto che doveva essere già aperto da tempo l’imbarco. Chiedo a una donna delle pulizie, lei mi guarda stupita e mi dice che gli imbarchi sono solo giù. Le scritte, evidentemente, un optional.
E’ tempo di riattraversare di nuovo l’Adriatico, il viaggio è bello che iniziato.
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