Matera 2019, turismo e la speranza del calendario off

tutto esauritoQuando 2 anni fa ci fu comunicato che per accedere a tutti gli eventi di Matera 2019 si era optato per un passaporto (sorta di abbonamento annuale) e che a parte questo costo non ci sarebbero stati biglietti di ingresso, a noi realtà creative lucane l’idea non piacque ma la nostra opinione non era richiesta. Ora che sono partiti i primi eventi e si sono verificati i primi problemi posso fare alcune riflessioni, corroborate dai fatti.

Sia chiaro, nessuna scelta all’interno di un evento così complesso è facile e scevra di problematiche, per Matera questo 2019 sarà più un punto di inizio che di arrivo, un cantiere creativo e organizzativo continuo, e per una città non abituata a grandi eventi va bene anche così.

Ma intanto i turisti verranno, e bisogna pur pensare a loro.

Il passaporto costa 19 euro. La permanenza media dei turisti da anni si attesta intorno al 1,6 cioè meno di 2 notti. Certo, tutti vorrebbero che restino 2 notti, ma non è il passaporto a invogliarmi a stare una notte in più, quindi il turista medio si troverà a spendere 19 euro, che dovrebbe ottimizzare partecipando all’ampia scelta in programma. Ma a parte le mostre, dove accedi quando ti pare, per partecipare agli eventi devi prenotare. Non ce lo vedo il turista medio che mesi prima di partire va a controllare il calendario delle attività di quel periodo e prenoti.

ESEMPIO ARS EXCAVANDI

Il turista medio viene quando può, prenota per dormire e a meno di eventi considerati imperdibili solo quando arriva in un posto decide cosa vedere, dove mangiare se fare una visita guidata. Può piacere o meno ma funziona così e allora o lo si avvisa che quest’anno se fai così te ne vai incazzato e frustrato per non aver visto nulla nonostante il passaporto, o si invitano solo turisti disinteressati a Matera 2019 (che però sarebbe un ossimoro!). Ben venga educare a un turismo capace di organizzarsi, sia chiaro. Meno avventuroso ma pazienza.

Ma c’è un secondo problema. Se pure un turista volesse prenotare un evento, la sfida è quasi impossibile poiché un po’ la fame di grandi eventi in zona, un po’ il fatto che tutto è gratuito, è partito il raptus delle prenotazioni compulsive.

È tutto gratis e i posti sono limitati? Il cittadino medio appena riceve notizia prenota, e in poche ore l’evento va sold out. È una battaglia impari, sfido un turista a riuscire a stare dietro questa battaglia campale che si sta sviluppando in città, si parla di tale sfida a ogni angolo: vince chi prenota di più, pazienza per gli altri.

Poi accade che uno va a uno spettacolo e dopo poco se ne va inviperito perché non gli piace, cioè oltre al danno la beffa, togli il posto a chi magari era interessato e non ti sei neanche posto il problema di cosa stavi andando a vedere. Al turista al momento l’unica speranza è andare lo stesso e sperare che qualcuno non si presenta. Non è il massimo.

Vi ricordate quel personaggio di un cartone animato che passava tutto il tempo a commentare i casini che accadevano con un beffardo “te l’avevo detto, te l’avevo detto”?; ecco, io e tanti altri ci sentiamo come quel personaggio, che a me non stava mica simpatico. Ma fare eventi gratuiti porta a questo. E soprattutto chi si occupa di turismo sa che non è un meccanismo per chi viene da fuori, la lotta è impari.

C’è chi crede che regalare cultura sia un modo per far avvicinare tutti e non renderla elitaria. Concetto interessante, ma non quando c’è fame di eventi e i posti sono limitati. Non se intendi far venire escursionisti e turisti.

trial

Sia chiaro: che ci siano ore di fila davanti all’ufficio prenotazioni per accaparrarsi un posto a uno spettacolo è un fatto di per sé bello, vuol dire che la cittadinanza è curiosa. Ma il meccanismo della prenotazione associata alla gratuità genera voglia di abboffarsi, di cogliere l’attimo, di prenotare il più possibile. Online è uguale. E chi se ne frega poi se ci vado o meno, intanto mi sono prenotato.

Da un lato quindi un passaporto che più che essere un lasciapassare è una barriera per i turisti, sarà perfetto solo per chi abita in zona e torna spesso a Matera.

Dall’altro gli eventi gratuiti, che oltre a creare un problema nel futuro a noi operatori culturali, difficilmente vedrà un turista partecipare.

In attesa di aggiusti al meccanismo delle prenotazioni, credo che l’unica vera speranza è che nasca un calendario off (dal basso o grazie a qualche istituzione illuminata) di tutte quegli eventi che non dovendo soggiogare alla scelta e ai meccanismi della fondazione, aumentano l’offerta facendo senza passaporti, magari facendo pagare un biglietto, e con prenotazioni gestite direttamente da chi organizza.

Un po’ già esiste sul calendario di Matera events, ma manca un bollino che evidenzi subito la strada della salvezza. E poi va promosso.

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