Il turismo che verrà – Prima l’outdoor

A me vedere ristoratori accalcati e spesso no mask manifestare per riaprire quanto prima, non mi fa venir voglia di tornare nei loro locali, non so voi. Anche perché la situazione è uguale in tutta Europa con diversi Stati dove bar e ristoranti sono stati chiusi e basta per tempi ancora maggiori.

Ma alcune decisioni riguardo cosa può stare aperto e cosa non quadrano molto, parliamone.

Partendo dal fatto che stiamo vivendo un periodo di pandemia e che da qualche parte è iniziata la quarta ondata (facciamo gli scongiuri).

foto tratta dal sito di AIGAE

Se il divieto di spostarsi fra Regioni si può capire perché ciascuna Regione gestisce in proprio la Sanità, il perdurare di blocchi di spostamenti all’interno della stessa Regione già lo è molto meno. Basterebbe essere lesti a fare zone rosse in qualsiasi centro piccolo o grande che sia dove il rischio è alto. Tenere bloccata la popolazione di un’intera Regione non si capisce che tipo di rischi possa aumentare. Ma ancora siamo nel campo della possibile comprensione, vige la prudenza e pazienza, ce ne stiamo ognuno nei propri Comuni.

La possibilità di andare nelle seconde case è un fatto nuovo positivo, strette dei presidenti regionali a parte. Ma se posso andare in una casa perché non posso andare in una qualsiasi altra struttura ricettiva? Forse perché si pensa (ma sulla base di quali studi?) che nelle strutture ricettive non si è sicuri? E allora d’estate cosa cambia?

Più grave la discrepanza fra luoghi di culto e altri luoghi che hanno caratteristiche similari, per esempio i teatri. Non si capisce perché, con tutto il rispetto per le religioni, nei luoghi di culto si può andare e non si può pensare di riaprire da subito in tutta Italia i teatri. Quali caratteristiche ha di diverso un edificio ecclesiastico rispetto a una sala teatrale? E perché non si può permettere attività culturali e artistiche all’aperto?

Ma l’aspetto che davvero sfugge a qualsiasi logica riguarda le attività legate al outdoor. Cosa dicono gli studi, all’aperto questo virus si diffonde come al chiuso o il pericolo è particolarmente presente nei luoghi al chiuso?

La riapertura di bar e ristoranti che hanno tavoli fuori, a pranzo e a cena fino allo scoccare del coprifuoco già di per sé non ha senso, sebbene almeno sulla sera si capisce che si tende ad evitare pretesti per uscire in strada.

Ma le attività turistiche all’aperto che rischi creano?

L’impossibilità di controllarle? L’escursionismo andrebbe incentivato, come tutte le attività outdoor lontane da centri affollati. Non vedo davvero nessun motivo per ostacolarle, neanche in zona arancione.

Riconciliarsi con la natura dovrebbe essere il primo passo.

Speriamo bene

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