Erano anni che non facevo un viaggio zaino in spalla, senza un itinerario preciso, una meta particolare, ma con una data di partenza e di arrivo già ben fissate. Soldi in tasca pochi, ma questa non è una novità. Voglia di incontrare gente che abita nei luoghi dove transito tanta, una peculiarità che contraddistingue ogni mio viaggio.
Tappa dopo tappa, le persone che mi incontravano dicevano che ero un vero viaggiatore, niente a che vedere coi turisti. Questa distinzione fra turisti e viaggiatori, da decenni abbandonata da qualsiasi studioso di scienze sociali, è sempre presente nell’immaginario comune, e vi dedicherò una serie di post; però io mi sento più un turista responsabile, sebbene avverta il fascino del considerarsi viaggiatore.
Turista perché do’ ragione a Bauman quando con abile metafora divide le persone del mondo (post)moderno che si spostano in sole due categorie: i turisti e i vagabondi. Continua a leggere
Archive for the ‘Turismo’ Category
28 Feb
TURISTA O VIAGGIATORE? L’ANTICO DILEMMA SUL MIO CAMMINO
26 Gen
incontro su turismo responsabile a Madrid: com’è andata
Se volessi racchiudere in 2 immagini le sensazioni provate al FITUR, sceglierei innanzitutto il penoso stand dell’ENIT, a mio avviso il più brutto sia per estetica che per qualità di proposte (4 regioni con su materiale posto in modo sgraziato, oltre a uno stand autonomo della Calabria molto più fornito ma quasi tutto in italiano); dall’altro alcuni incontri che si sono svolti in una zona tranquilla, lontana dai padiglioni fieristici, come quello sulle variabili ambientali, sociali e economiche del turismo nel mediterraneo (organizzato da casa Mediterraneo); o il meeting fra operatori spagnoli e colleghi africani, fra vestiti colorati e imitazioni dell’occidental style (organizzato da INVESTOUR); o l’incontro molto partecipato sul turismo responsabile, organizzato da Koan consulting, Ecotumismo e Rutas Pangea.
10 Dic
LA NAVIGAZIONE DI AITR
Si è conclusa pochi giorni fa l’assemblea di fine anno dell’AITR, l’Associazione Italiana Turismo Responsabile. Una due giorni partecipata, viva, niente di ingessato; negli ultimi 2 anni ci si è incontrati in vari posti, da luoghi storici di attivismo come Torino e Bologna, a luoghi emergenti come la Sicilia o Roma, segno della voglia di essere presenti in tutto lo stivale e di essere sempre più un riferimento di livello nazionale a tutto tondo.
L’impressione derivatami da questa intensa due giorni, che oltre all’assemblea ha visto altre iniziative importanti che hanno stimolato la presenza della base associativa e anche di molti ospiti, è che negli ultimi 2 anni l’AITR ha imbroccato con convinzione la strada della partecipazione allargata, in cui oltre al direttivo ci sono tanti Tavoli di lavoro che vedono i soci portare avanti in modo volontario tematiche essenziali per far sì che la scuola di pensiero italiana vada avanti cercando di non sbandare, di tenere la barra a dritta pur consapevole, tutto l’equipaggio, che la traversata non è per niente facile e che il mare è agitato.
8 Ott
Le presentazioni di “Salvateci dalla Taranta”
“Salvateci dalla taranta”, viaggio fra narrativa e riflessioni sul Salento, le sue feste, il turismo e i cambiamenti in atto in questo inizio di terzo millennio è un libro finito nel 2011 che ha riscosso un successo insperato. Un saggio trasformato in racconto di viaggio, da leggere senza fretta.
Le presentazioni sono terminate e forse un giorno uscirà una nuova edizione. Nel frattempo il libro è acquistabile ordinandolo presso le librerie feltrinelli o online sul sito http://www.lafeltrinelli.it o http://www.ilmiolibro.it (prezzi diversi). A Matera si trova presso la libreria dell’arco. In Salento presso la libreria Idrusa di Alessano.
Buona lettura (indice e introduzione all’interno dell’articolo); il primo capitolo dovrebbe essere ancora online a questo link
http://www.premiolacittadeisassi.it/wp-content/uploads/downloads/2011/01/72-SALVATECIDALLA_TARANTA_capitolo_1.pdf
7 Set
Intervista di Paolo Calabrò per paginatre
Salvateci dalla Taranta. Intervista a Sergio Fadini
(voce di Luca Grandelis)
Conosco Sergio Fadini da oltre venticinque anni. Siamo stati scout insieme in un difficile quartiere di confine di Napoli e una volta abbiamo girato l’Irpinia a piedi, zaino in spalla, per dieci giorni. Ci sono quelli che si spostano di continuo perché sono incapaci di stare in qualunque luogo; quelli che vanno da una parte all’altra perché non sono mai contenti di niente, perché non hanno nulla da fare o perché si illudono di poter cambiare semplicemente cambiando la loro collocazione geografica. Sergio invece viaggia per amore. Ha vissuto praticamente in tutto il Sud Italia, e ogni volta che si stabiliva in un posto, quella era la sua casa. Lui si innamora delle città, della gente, delle culture; arriva da qualche parte, e non vorrebbe andarsene mai più
Continua a leggere o ad ascoltare suhttp://www.paginatre.it/online/?s=fadini
15 Ago
una (gradita) recensione dal TCI
dal sito del touring club
Salento, la musica della rinascita?
Da prospettive diverse due libri raccontano il cambiamento in atto

Dieci anni fa in Salento si andava solo per il bel mare. Un mare bello come tanti altri al Sud (forse un tantino meglio), un mare che aveva come contorno contadini ospitali che sembravano condurre la stessa vita da secoli, cittadine di spendido passato e prensente incerto, buon cibo e la spontanea ospitalità di chi non è troppo abituato al turismo. Oggi il Salento è diventato il luogo dove andare, quello sulla bocca di tutti, affollato di turisti e di eventi, ricco di festival musicali ed eventi che si rifanno a una qualche forma di tipicità e tradizionali non si sa quanto inventati. Un luogo in bilico, in procinto di diventare l’ennesimo parco divertimenti o di segnare una nuova virtuosa via nel modo di fare turismo e promuove un territorio. Un luogo che stimola riflessioni differenti, tra l’entusiastico e il ragionevolmente preoccupato, o forse sarebbe meglio dire il “dubitativo”. Riflessioni da cui scaturiscono due libri che viene bene leggere in coppia: Salento amore mio, di Pierfrancesco Pacoda, e Salvateci dalla taranta, di Sergio Fadini.
22 Dic
IL PRESEPE SARA’ VIVENTE, MA IL SASSO E’ MORENTE
L’altra sera è nevicato, finalmente.
I bei fiocchi che lenti si sono poggiati al suolo dopo aver danzato nell’aria fanno parte dell’atmosfera natalizia ed è bene che ogni tanto la neve faccia capolino, specie in una cittadina dell’entroterra come Matera.
Cosa sarebbe un natale senza neve? Sarebbe come un natale senza presepe. In realtà da diversi anni di neve ce n’è sempre meno, a causa del riscaldamento globale che ha innalzato le temperature in tutto il globo. Ma il simbolo resta.





Commenti recenti