Posts Tagged ‘Turismo responsabile’

Un turista (responsabile) a Barcellona

La rambla, sciami di turisti della generazione low cost e abili borseggiatori;
nugoli di poliziotti schierati con le camionette per diminuire un po’ le alte statistiche relative ai furti.
Il disordine ordinato dei modernisti, Gaudi in testa;
il palazzo della musica, grazie Pina per avermelo suggerito.
La nina Claudia, reina de su casa.
la musica dal vivo in un parc de Guell assolato, con vista sul mare;
il bus del barrio per arrivarci, dove autisti e utenti si conoscono e si salutano per nome.
Le interessanti realtà di turismo responsabile;
l’ubriaco che parla italiano e inneggia anche lui all’indipendenza;
scritte bilingue ovunque.
Stradine secondarie nel barrio del Raval, con bimbi che giocano a pallone;
l’avventura nascente degli amici della xarxa di turismo responsable;
il ricordo della rivolta della Barceloneta contro lo sviluppo selvaggio del turismo e i danni che ne son derivati.
L’antico barrio della Grancia, un dedalo di viuzze incantevoli, frequentate per lo più da gente del luogo;
lotte sociali e prezzi popolari.

Lo sguardo brillante di chi crede in ciò che l’appassiona

incontro su turismo responsabile a Madrid: com’è andata

Se volessi racchiudere in 2 immagini le sensazioni provate al FITUR, sceglierei innanzitutto il penoso stand dell’ENIT, a mio avviso il più brutto sia per estetica che per qualità di proposte (4 regioni con su materiale posto in modo sgraziato, oltre a uno stand autonomo della Calabria molto più fornito ma quasi tutto in italiano); dall’altro alcuni incontri che si sono svolti in una zona tranquilla, lontana dai padiglioni fieristici, come quello sulle variabili ambientali, sociali e economiche del turismo nel mediterraneo (organizzato da casa Mediterraneo); o il meeting fra operatori spagnoli e colleghi africani, fra vestiti colorati e imitazioni dell’occidental style (organizzato da INVESTOUR); o l’incontro molto partecipato sul turismo responsabile, organizzato da Koan consulting, Ecotumismo e Rutas Pangea.

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LA NAVIGAZIONE DI AITR

Si è conclusa pochi giorni fa l’assemblea di fine anno dell’AITR, l’Associazione Italiana Turismo Responsabile. Una due giorni partecipata, viva, niente di ingessato; negli ultimi 2 anni ci si è incontrati in vari posti, da luoghi storici di attivismo come Torino e Bologna, a luoghi emergenti come la Sicilia o Roma, segno della voglia di essere presenti in tutto lo stivale e di essere sempre più un riferimento di livello nazionale a tutto tondo.

L’impressione derivatami da questa intensa due giorni, che oltre all’assemblea ha visto altre iniziative importanti che hanno stimolato la presenza della base associativa e anche di molti ospiti, è che negli ultimi 2 anni l’AITR ha imbroccato con convinzione la strada della partecipazione allargata, in cui oltre al direttivo ci sono tanti Tavoli di lavoro che vedono i soci portare avanti in modo volontario tematiche essenziali per far sì che la scuola di pensiero italiana vada avanti cercando di non sbandare, di tenere la barra a dritta pur consapevole, tutto l’equipaggio, che la traversata non è per niente facile e che il mare è agitato.

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La mia nuova CASA nei SASSI di MATERA