Sull’imposta di soggiorno

Gli introiti derivanti dall’imposta di soggiorno sono significativi nelle principali città turistiche. Al di là delle difficoltà nel farla partire per le ritrosie e paure degli operatori, poi si rivela molto utile per le casse comunali. Le analisi in tal senso sono molto interessanti e meritano una riflessione. Poi parlerò anche dell’uso che se ne fa, in un prossimo articolo.

Fra il 2019 e il 2021 i Comuni che applicavano l’imposta erano oltre 1200 e avevano oltre l’80% delle presenze totali registrate in Italia (fonte MITUR). Nel 2025 sono diventati quasi 1400. Il gettito complessivo nel 2019 era già significativo: quasi 450 milioni di euro secondo il MITUR. Nel 2025 oltre 1 miliardo di euro, secondo JFC. Di seguito le destinazioni con maggiore gettito 2025, divise per tipologie (fonte JFC) esclusi i Comuni della provincia di Trento per mancanza di dati specifici:

Durante il COVID fra presenze crollate e Comuni che l’hanno sospeso il gettito si era notevolmente ridotto. Nelle città d’arte la flessione del gettito da imposta da soggiorno fu del 41% nel confronto fra 2021 e 2019 (fonte MITUR). Un bel problema per le casse comunali, infatti se non ricordo male il governo intervenne per compensare.

Ma è vera la preoccupazione degli operatori che se inserisci in un Comune l’imposta di soggiorno si perde di competitività? Uno studio del MITUR ha provato a far luce sulla delicata questione, confrontando le presenze (in %) nei Comuni che hanno intodotto l’imposta di soggiorno nel periodo 2020-2021 con quelli he non l’hanno introdotta. Le differenze erano minimali.

La mia considerazione è che i Comuni turistici con meno di 30.000 presenze annue, seppure mettessero una imposta di soggiorno di massimo un euro, con i ricavi del gettito non è che potrebbero fare chissà quali interventi. Mentre dove le presenze raggiungono cifre importanti allora il fondo annuo da gestire diventa interessante e permette di fare più cose ogni anno. Per dire: in Puglia i pochi Comuni non costieri e non note mete turistiche (come invece Martina Franca o Alberobello) che l’applicano, hanno avuto gettito nel 2024 per poche decine di migliaia di euro (di seguito le cifre, arrotondate):

San Marco in lamis (FG) 3500 € nel 2023 poi tolta

Specchia (LE) 9.300 €

Galatone (LE) 16.000 €

Tuglie (LE) 18.400 €

Carpignano salentino (LE) 20.000 €

Minervino di Lecce (LE) 35.600 €

Giurdignano (LE) 39.000 €

Conversano (BA) 51.000 €

La mia impressione è che, sebbene vorrei fosse introdotta in tutti i Comuni e farei pagare pure i villeggianti come in Croazia, quando le presenze non sono corpose gli introiti sono forse troppo modesti per valerne la pena. Come principio resta però un principio sano. Con l’accordo degli operatori e una proposta su come spendere i poch isoldi che entrano si può anche partire, specie se non si è distanti da note mete turistiche.

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