Sta girando online il video di una campagna promozionale del Sud Italia per attirare i turisti stranieri. Niente di che, un prodotto che prova a parlare con belle immagini e una voce fuori campo; roba vecchia, speriamo low budget. L’ha fatta realizzare il Ministero per il Sud, non quello del Turismo o l’ENIT.
In attesa di riuscire a trovare un editore per il mio nuovo libro sull’extralberghiero, o decidere di autopubblicarmelo per fare prima, una serie di notizie legate ad Airbnb hanno stimolato la mia attenzione.
Come avevo scritto in un precedente articolo sul mio blog, dal Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR) che l’Italia sta per inviare all’Unione Europea, non c’è più traccia dei cammini.
Mi riferivo alla penultima bozza, dove il riferimento ai cammini e alle ferrovie storiche era stato stralciato.
Qualcuno deve essersene accorto o più semplicemente qualcuno ha insistito perché fosse tolto e si è cercato un escamotage per risolvere in qualche modo la questione.
L’ultima bozza, quella quasi definitiva che l’italia presenterà all’Europa fra pochi giorni, è finalmente disponibile. E presenta diverse novità, sebbene sia molto simile come impianto a quella precedente ideata dal governo Conte2 che era piaciuta già all’Europa. Andava però sistematizzata, perché era la summa delle richieste giunte da Ministeri, Regioni e altri enti contattati per la bisogna. La vera differenza dopo la crisi è che bisognava dare conto degli appetiti (comprensibili) di chi è riuscito a entrare in maggioranza grazie a M.R.. Senza crisi avremmo avuto lo stesso lavoro, ma sarebbero mancate alcune novità decisamente negative. Spero che sulla transizione ecologica sia andata meglio che nel turismo.
In attesa che venga svelato a breve il PNRR nella sua forma definitiva, torno a parlare di turismo. La road map contenuta nell’ultimo decreto, con alcune date possibili di riapertura, l’idea del greenpass all’italiana e qualche altra news detta dal ministro del turismo in audizione sono meritevoli di una riflessione sulla stagione estiva che sta ripartendo.
A me vedere ristoratori accalcati e spesso no mask manifestare per riaprire quanto prima, non mi fa venir voglia di tornare nei loro locali, non so voi. Anche perché la situazione è uguale in tutta Europa con diversi Stati dove bar e ristoranti sono stati chiusi e basta per tempi ancora maggiori.
Ma alcune decisioni riguardo cosa può stare aperto e cosa non quadrano molto, parliamone.
Partendo dal fatto che stiamo vivendo un periodo di pandemia e che da qualche parte è iniziata la quarta ondata (facciamo gli scongiuri).
Dopo aver finito la prima stesura del racconto dedicato ai borghi, che in tanti avete letto (grazie!) e che ora sarà oscurato dal blog, rivisto e corretto, torno a dedicarmi a temi turistici. (Nel frattempo sto buttando giù qualche altra narrazione ma ci vorrà un po’ di tempo prima che sia pronta).
Inizio dunque una serie di post dedicati ai fondi del Next Generation EU in relazione al turismo. Iniziamo da cosa sta accadendo in Francia.
Di questi tempi non è facile parlare di turismo, siamo passati in generale da un problematico overtourism a un drammatico undertourism. E il futuro appare incerto.
Nel bel mezzo di ferragosto il tam tam di notizie sui nuovi contagi che giungono fino alle più remote colline dove mi trovo per finire il mio ultimo libro e iniziare a scrivere qualcosa di nuovo, mi spingono a riaprire la rubrica con una decima riflessione sul tema.
Dopo aver scritto diversi articoli sulla situazione del turismo in Italia in questo periodo (e altri ne verranno), ho deciso di far partire una rubrica video che riprende i temi che tratto in questo blog, aggiornandoli con quanto nel rattempo è accaduto.
Ho deciso per il video perché strumento più semplice e immediato (anche se parlare guardando una telecamera non mi fa sentire a mio agio, sarà inesperienza…). Ma soprattutto perché nel frattempo sto finendo le bozze del mio nuovo libro sulla ricettività extralberghiera e locazioni brevi, che ho dovuto riadattare al mutato contesto. E stare sempre al pc anche no, specie in estate. Almeno col video registro in pochi minuti (come viene viene, non ho un regista che poi fa montaggio etc), più poco altro per aggiungere le schede iniziali (mentre per lo stacco iniziale ringrazio per la collaborazione Carla Latorre del Vagabondo).
Sarà una stagione difficile, sebbene in molte località si riuscirà nel complesso ad ottenere un discreto risultato, quanto meno per guardare con fiducia al prossimo anno. L’incognita covid19 sarà senza dubbio presente, il rischio di abbassare la guardia da un lato e i possibili focolai legati al turismo anche.
Più escursionismo? Mete cosiddette minori? Luoghi isolati? A giudicare dalle file (e assembramenti) ai moli di Napoli per le isole del golfo ci saranno situazioni diversificate. Staremo a vedere cosa accade davvero ora che è arrivato il solleone, polemiche politiche o giornalistiche a parte.
Seguiranno altri articoli in questo blog che poi dopo circa un mese verranno ripresi e aggiornati nella rubrica video; che dovrebbe avere cadenza settimanale, con uscita il giovedì; ma potrebbe anche essere che qualche settimana salta.
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