A un’amica che aspettiamo

una giovin donna affascinante,

occhi neri, gesti irruenti,

e una gran sensibilità.

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Pillole del Diario di (fuori)bordo

ci sono tanti modi per ricordare un’esperienza. Io ho voluto salutare la Scuola del viaggio, edizione 2012 svoltasi a MAtera, nel modo più semplice e didascalico che mi veniva. (le foto sono tratte dai vari album dei partecipanti) Continua a leggere

QUANDO E’ TROPPO E’ TROPPO

di

Sergio Fadini

 

Piazzale desolato della stazione.

Il caldo afoso la fa da padrone.

Aspetto il bus che prima o poi passerà.

Il mare a pochi chilometri.

Gli africani hanno già fatto il pieno d’acqua alla fontanina e sono spariti nelle campagne.

Si avvicina con molta grazia una creatura diafana, anche lei assetata.

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Essere turista è un diritto?

L’ennesimo rapimento di turisti in viaggio in qualche angolo di mondo, fermo restando l’auspicio che anche questa vicenda si risolva per il meglio, mi cagiona due riflessioni che vanno oltre il caso in sé, che utilizzo quindi come pretesto. La prima riguarda la pretesa di ritenere il turismo un diritto inalienabile che va garantito e supportato da parte di tutti gli Stati. L’altra riguarda il confine fra leggi, responsabilità del turista e dell’operatore turistico, reazioni delle comunità locali.

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Compartir el coche

Una della attività che più mi sono piaciute in questo viaggio è stato compartir el coche, cioè viaggiare a bordo di un auto che faceva il mio stesso tragitto e il cui autista grazie al web aveva messo un avviso in uno dei tanti siti specializzati in questa attività.

Eravamo io, un gallego che andava a fare una sorpresa alla sua ragazza, e il guidatore, un giovane valenciano dalla guida accorta (vedi ad es. siti come: http://www.blablacar.it).

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TURISTA O VIAGGIATORE? L’ANTICO DILEMMA SUL MIO CAMMINO

Erano anni che non facevo un viaggio zaino in spalla, senza un itinerario preciso, una meta particolare, ma con una data di partenza e di arrivo già ben fissate. Soldi in tasca pochi, ma questa non è una novità. Voglia di incontrare gente che abita nei luoghi dove transito tanta, una peculiarità che contraddistingue ogni mio viaggio.
Tappa dopo tappa, le persone che mi incontravano dicevano che ero un vero viaggiatore, niente a che vedere coi turisti. Questa distinzione fra turisti e viaggiatori, da decenni abbandonata da qualsiasi studioso di scienze sociali, è sempre presente nell’immaginario comune, e vi dedicherò una serie di post; però io mi sento più un turista responsabile, sebbene avverta il fascino del considerarsi viaggiatore.
Turista  perché do’ ragione a Bauman quando con abile metafora divide le persone del mondo (post)moderno che si spostano in sole due categorie: i turisti e i vagabondi. Continua a leggere

Un turista (responsabile) a Barcellona

La rambla, sciami di turisti della generazione low cost e abili borseggiatori;
nugoli di poliziotti schierati con le camionette per diminuire un po’ le alte statistiche relative ai furti.
Il disordine ordinato dei modernisti, Gaudi in testa;
il palazzo della musica, grazie Pina per avermelo suggerito.
La nina Claudia, reina de su casa.
la musica dal vivo in un parc de Guell assolato, con vista sul mare;
il bus del barrio per arrivarci, dove autisti e utenti si conoscono e si salutano per nome.
Le interessanti realtà di turismo responsabile;
l’ubriaco che parla italiano e inneggia anche lui all’indipendenza;
scritte bilingue ovunque.
Stradine secondarie nel barrio del Raval, con bimbi che giocano a pallone;
l’avventura nascente degli amici della xarxa di turismo responsable;
il ricordo della rivolta della Barceloneta contro lo sviluppo selvaggio del turismo e i danni che ne son derivati.
L’antico barrio della Grancia, un dedalo di viuzze incantevoli, frequentate per lo più da gente del luogo;
lotte sociali e prezzi popolari.

Lo sguardo brillante di chi crede in ciò che l’appassiona

incontro su turismo responsabile a Madrid: com’è andata

Se volessi racchiudere in 2 immagini le sensazioni provate al FITUR, sceglierei innanzitutto il penoso stand dell’ENIT, a mio avviso il più brutto sia per estetica che per qualità di proposte (4 regioni con su materiale posto in modo sgraziato, oltre a uno stand autonomo della Calabria molto più fornito ma quasi tutto in italiano); dall’altro alcuni incontri che si sono svolti in una zona tranquilla, lontana dai padiglioni fieristici, come quello sulle variabili ambientali, sociali e economiche del turismo nel mediterraneo (organizzato da casa Mediterraneo); o il meeting fra operatori spagnoli e colleghi africani, fra vestiti colorati e imitazioni dell’occidental style (organizzato da INVESTOUR); o l’incontro molto partecipato sul turismo responsabile, organizzato da Koan consulting, Ecotumismo e Rutas Pangea.

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Recuerdo de Madrid

Il freddo secco e il caldo della fiducia
I mandarini dell’accoglienza
Las amigas de las amigas di Sara, e la pazienza nel cercar di capirmi
La semplicità dei gesti e dei volti
Las tapas y las cañas
Il labirinto sotterraneo, sempre pieno di gente, di treni, e pure di polizia
Adorabili smorfie, nutrienti sformati.
L’inimitabile stile banalizzante della fiera del turismo
Los indignados, che ora lavorano nei barrios
Le lacrime del Guernica
Affettuose premure e compratori d’oro
Il locale contro la guerra, nel quartiere multiculturale
E il tuo sorriso, canterino

LA NAVIGAZIONE DI AITR

Si è conclusa pochi giorni fa l’assemblea di fine anno dell’AITR, l’Associazione Italiana Turismo Responsabile. Una due giorni partecipata, viva, niente di ingessato; negli ultimi 2 anni ci si è incontrati in vari posti, da luoghi storici di attivismo come Torino e Bologna, a luoghi emergenti come la Sicilia o Roma, segno della voglia di essere presenti in tutto lo stivale e di essere sempre più un riferimento di livello nazionale a tutto tondo.

L’impressione derivatami da questa intensa due giorni, che oltre all’assemblea ha visto altre iniziative importanti che hanno stimolato la presenza della base associativa e anche di molti ospiti, è che negli ultimi 2 anni l’AITR ha imbroccato con convinzione la strada della partecipazione allargata, in cui oltre al direttivo ci sono tanti Tavoli di lavoro che vedono i soci portare avanti in modo volontario tematiche essenziali per far sì che la scuola di pensiero italiana vada avanti cercando di non sbandare, di tenere la barra a dritta pur consapevole, tutto l’equipaggio, che la traversata non è per niente facile e che il mare è agitato.

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